Il toro, ovvero la vittoria sulla morte

Segnalibri e sharingDi Anna Ruggirello , pubblicato il 4 Maggio 2016, 11.36
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''L'identificazione del Toro con l'utero e con le acque rigeneratrici spiega il suo ruolo di principale animale sacrificale nel dramma della creazione...''

Dal Toro sacrificato emerge la nuova vita, sotto forma di Fiore, Albero, Colonna, Acqua, Ape o Farfalla.
Una delle prime rappresentazioni di questa identificazione risale al Gravettiano, intorno al 25.000 a. C., e mostra la Dea gravida che impugna un Corno su cui sono incise 13 tacche.

Le corna di bisonte erano spesso raffigurate come falci di Luna, ed occupavano la parte centrale della grotta, a rappresentare il ruolo fondamentale della maternità (sia la donna che il bisonte hanno una gravidanza di nove mesi).

Con l'instaurarsi della vita sedentaria corna, statuette di toro e bucrani sono sempre presenti nell'arte del vicino oriente e dell'antica Europa sin dall'ottavo millennio a. C..
Nell'arte neolitica alcune rappresentazioni della testa del toro mostrano le corna sormontate da rosette o stelle, il che conferma la conoscenza dell'anatomia.

La preminenza dell'immagine del toro, in questo sistema simbolico deriva non dalla forza e dalla mascolinita` dell'animale, ma dalla sua straordinaria somiglianza con gli organi riproduttivi femminili, simboli del divenire. Il glifo egizio dell'utero riproduce l'utero a due corna della mucca.
Il ruolo del Toro nella rigenerazione si rivela nella presenza di grossi tori o teste di toro o corna di toro poste sui sedili o Troni. Accanto a serpenti, cinghiali, avvoltoi e nidi d'ape.
Osservando lampade e contenitori tauromorfi del V millennio si puo' facilmente riconoscere l'associazione fra toro e serpente, spesso compaiono due serpenti arrotolati sul dorso del toro che ha teste di serpente al posto di occhi.

I tori, nelle sculture minoiche, hanno falci di luna e triangoli (pubi) sul capo o sulla fronte.
Enormi corna-falci di luna in rilievo, con il simbolo della luna piena nel mezzo, sono visibili al centro di un vaso Cucuteni della Moldavia, risalente al 3700 a.C., le corna sono circondate da spirali, generatrici di energia.

Le corna, come simbolo di rigenerazione, si trasformano successivamente nella Corona..
Interessante il fatto che sia la parola corna che la parola corona derivino etimologicamente dalla stessa radice, KRN.
La corona rappresenta il "potere della vittoria sulla morte".
Cosi' il trono passa a significare la sovranita' di fatto.
Corna si trovano ai lati dell'altare. Chi arrivava a toccare le corna sull'altare era salvo, nessun nemico poteva ucciderlo.
Cosi Mose era raffigurato con due corna di luce sulla fronte, dopo la sua discesa dal monte Sinai con le tavole della Legge.

Dal concetto di corna deriva la Cornucopia, come corno dell'abbondanza.
Nel linguaggio dei gesti si fanno " le CORNA" come segno di protezione.
Il simbolo del toro corrisponde all'aspetto sedentario, il prendere posto sulla terra, sedere, stare, governare.

Gli enormi glutei delle cosidette Veneri della Preistoria, sottolineavano proprio questo potere.

Alla donna era riservata, infatti, l'agricoltura, fino a quando le tribu' di Israele diedero all'uomo questa facolta', ribaltando l'ordine sociale (vedi riferimento ai culti astrali legati alla semina).

Il Toro nelle tradizioni
Nella tradizione egizia e' API, con la sua valenza di fecondita'. In quella indu' e' INDRA dalle cui corna discende la potenza.
Nell'alfabeto ebraico ALEPH, in quello greco ALFA e in quello nordico A derivano ideograficamente dal segno del toro... Aleph ha valore numerico 1, rappresenta l'inizio, ma posta alla fine di una parola diviene 1000, a significare il ritorno all'unita' infinita dopo l'avventura cosmica.
Secondo il principio alchemico, proprio alla tradizione ebraica, non si puo' conquistare Kether, la Corona, senza aver conquistato Malkuth nelle profondita' dove si nasconde il drago nero.

Secondo la tradizione, la doppia ascia, o ascia bipenne che fuoriesce dalla testa del toro cretese, rappresenta il colpo che reintegra l'uomo nell'unita' Divina.

Il Toro e' sempre legato alla fecondita', anche se talora assume la forma di un animale mostruoso con cui bisogna lottare.
Ricordiamo a questo proposito il mito del Minotauro e quello di Gilgamesh.

La Taurobolia, che si svolgeva a Creta, era la celebrazione del potere delle vita, che mostrava l'abilita' e la bellezza del gioco in rapporto con il toro.
Indubbiamente da riti sacrificali di Tori trae origine la Corrida, ancora oggi in uso.
L'arte della tauromachia e' centrata sulla lotta uomo-animale, l'uccisione di quest'ultimo e la deificazione dell'uomo.

Nella tauromachia il toro e' nero, il matador e' rivestito da una cappa e muleta rossi.Sposare-uccidere-dominare per riconoscere la somiglianza. Al matador che vince vengono date le orecchie del toro ed e' cosi` Incoronato!

Bibliografia Marija Gimbutas, Il Linguaggio della Dea - Longanesi

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Mercoledì 20 Marzo 2019